Il Risorgimento

 

 

1. Definizione

 Con il termine Risorgimento si intende il lungo processo politico, culturale e militare che ha portato alla formazione, nella penisola italiana, di uno Stato-nazione unitario.

L’obiettivo principale che aveva animato i patrioti, cioè l’unificazione del paese in un unico Stato, è raggiunto il 17 marzo 1861 quando, dopo l’annessione dell’Italia centrale e del Regno delle Due Sicilie, il Regno di Sardegna diventa Regno d’Italia e dà vita ad una nuova stagione della storia nazionale.

 2 La Restaurazione e il nuovo equilibrio europeo

 Dopo aver sconfitto Napoleone nella battaglia di Lipsia nell’ottobre 1813, le potenze della Sesta Coalizione avevano convocato un congresso internazionale nel novembre 1814 per ridisegnare la carta politica d’Europa dopo lo sconvolgimento venticinquennale della Rivoluzione francese e dell’età napoleonica. I molti diplomatici che accorrono a Vienna non avrebbero mai potuto sospettare che la fuga di Napoleone dall’Elba e la riorganizzazione di un’armata francese avrebbero reso tutt’altro che definitiva la loro vittoria e che solo la battaglia di Waterloo, il 18 giugno 1815 (settima coalizione), avrebbe scacciato definitivamente lo spettro che Napoleone rappresentava per i troni europei.

A dirigere il gioco diplomatico sono, naturalmente, le quattro maggiori potenze artefici della sconfitta di Napoleone: Inghilterra, Austria, Russia e Prussia. La Francia, ammessa a Vienna in quanto monarchia restaurata che era stata vittima della Rivoluzione e usurpata dall’Impero, affida all’abile Charles Maurice de Talleyrand  le proprie speranze di far dimenticare il proprio passato e tornare a sedere nel consesso delle principali potenze europee. Il principio cardine che plasma la linea politica delle potenze vincitrici è quello della Restaurazione: si tratta cioè di riportare l’Europa indietro di venticinque anni, come se la Rivoluzione francese non fosse mai avvenuta. Per questo il principe austriaco Metternich fa sì che l’opera di restaurazione proceda secondo due principi complementari: quello di legittimità e quello di equilibrio.

Per quanto riguarda specificamente la penisola italica, il Congresso di Vienna determina un profondo cambiamento della sua geografia politica italiana e, in generale, sancisce il dominio dell’Austria sul Lombardo - Veneto e indirettamente su buona parte della penisola.

Il Regno di Sardegna, comprendente Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Sardegna è governato dai Savoia.

Nell’Italia centro-settentrionale sono ricostituiti:

1)      il Ducato di Modena, 

2)     quello di Parma e Piacenza 

3)     quello di Lucca 

4)     Granducato di Toscana

 Nell’Italia centrale è restaurato lo Stato della Chiesa, governato dal pontefice Pio VII; nel meridione, viene creato il Regno delle Due Sicilie, nato dalla fusione del Regno di Napoli con quello di Sicilia e affidato a Ferdinando I di Borbone.

La diffusione della cultura romantica, così come le oggettive contraddizioni insite nell’ordine voluto da Metternich, fa sì che la penisola italiana non sia l’unica zona del continente protagonista di spinte anche violente sulla via del cambiamento: in Europa, durante la prima metà dell’Ottocento, si assiste a moti aventi carattere costituzionale o nazionale in Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Grecia, Polonia ed Ungheria.

 3 Suddivisioni cronologiche del Risorgimento italiano

Per delimitare cronologicamente il Risorgimento, le date d’inizio e fine proposte con maggior frequenza sono il 1815 e il 1860, considerando il processo che inizia in seguito all’assetto dell’Italia determinato a Vienna fino al raggiungimento del principale obiettivo di uno Stato-nazione unitario con la nascita del Regno d’Italia.

 Il 17 marzo 1861 è la data del Proclama del Regno d’Italia ma, come esprime bene una frase spesso attribuita al D’Azeglio ma probabilmente mai effettivamente pronunciata, “l’Italia è fatta, bisogna fare gli italiani”.

In Italia il periodo precedente il 1848 era segnato dall’insoddisfazione per l’ordine esistente negli anni precedenti e per le difficoltà economiche, che si erano abbattute in gran parte del territorio.

Nel biennio 1846-1848 i sovrani italiani furono costretti a concedere diverse riforme, spinti dalle continue pressioni dei liberali:
-    in Piemonte il re Carlo Alberto ammodernò i codici (civile e penale) e i sistemi amministrativi e concesse la libertà di stampa;
-    in Toscana venne abolita la censura, si istituì la Guardia Civica e si cercò di coinvolgere maggiormente i cittadini nella vita dello Stato.

In questo periodo i liberali consolidarono le loro posizioni, grazie alla guida di personaggi politici di spicco come Gioberti, Cesare Balbo, D’Azeglio, riuscendo ad ottenere riforme amministrative, unificazione di diverse dogane, ferrovie e maggiori relazioni tra i vari Stati italiani. Un elemento che accomunava i diversi gruppi liberali era senza dubbio la rivendicazione di una Carta Costituzionale.

4 LA PRIMA GUERRA d’INDIPENDENZA

Gennaio e febbraio 1848 - Gli Stati italiani erano in subbuglio, un fermento generale attraversava tutti i paesi. Ogni sommossa aveva come obiettivo principale quello di ottenere una nuova Costituzione.
La prima ribellione si svolse in Sicilia il 12 gennaio 1848 dove un gruppo di giovani democratici combatté contro le truppe borboniche: queste ultime si arresero e abbandonarono Palermo. Questo passo convinse i rivoluzionari di tutta Italia a lottare fermamente per i loro diritti ed ideali politici.
A Napoli Ferdinando II chiese l’intervento delle forze austriache  per sedare la rivolta, ma ciò fu impossibile per il rifiuto di papa Pio IX di concedere alle truppe di transitare sul suo territorio. L’insurrezione ebbe esito positivo: il re Ferdinando II di Borbone fu costretto a concedere la Costituzione nel Regno delle Due Sicilie (29 gennaio 1848) . In seguito a questa sommossa altri regnanti furono costretti a concedere la Costituzione, tra questi Carlo Alberto di Savoia, Leopoldo II di Toscana e lo stesso papa.

Tra queste Costituzioni è famosa quella concessa l’8 febbraio da Carlo Alberto, che prevedeva una Camera dei Deputati, eletti dai cittadini maggiormente facoltosi,  e un Senato di nomina regia e strettamente dipendente dal governo del sovrano stesso.

 

 Marzo 1848: Prima guerra d'Indipendenza. Il 17 marzo a Venezia fu organizzata una grande manifestazione popolare per liberare i detenuti politici, fra cui il capo dei democratici Daniele Manin. Uscito in libertà, costui si pose subito a capo del movimento per cacciare gli Austriaci a cui si unì una folla di operai, ufficiali e marinai. Il 23 marzo Manin  formò un governo provvisorio a cui diede il titolo di Repubblica Veneta.
Il 18 marzo l’insurrezione scoppiò a Milano con un assalto al palazzo del governo che durò continuamente per  cinque giorni, ricordate come le cinque giornate di Milano.
 Le truppe austriache, sconfitte, furono costrette a rifugiarsi nel quadrilatero (Mantova, Peschiera, Verona e Legnago).

Questi fatti spinsero Carlo Alberto di Savoia ad aprire le ostilità contro l'Austria. I sovrani di Toscana, Napoli e il Papa inviano truppe per aiutare Carlo Alberto. Dopo qualche successo iniziale, fu chiaro che Carlo Alberto puntava più all'annessione della Lombardia che a cacciare realmente gli austriaci dall'Italia e questo non stava bene agli altri sovrani che ritirarono le loro truppe.

La Prima Guerra d'Indipendenza si concluse con la sconfitta definitiva dei piemontesi a Custoza e l'armistizio di Salasco.
Anche nel resto d'Italia tutti i moti vennero soffocati, ma furono comunque un primo importante passo verso l'Unità d'Italia.  


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