Omero: esistenza reale o leggenda
Omero è il poeta greco a cui la tradizione attribuisce due grandissimi poemi epici:
1)
L’Iliade;
2)
L’Odissea
Visse probabilmente nell’VIII secolo a.C. (circa 2800 anni
fa), ma non abbiamo notizie sicure sulla sua vita.
-L’Iliade racconta un episodio della guerra di Troia: l’ira
di Achille; non narra tutta la guerra, ma solo poche settimane dell’ultimo
anno.
-L’Odissea racconta il lungo viaggio
di ritorno di Ulisse (Odìsseo) da Troia alla sua isola, Itaca.
Entrambi i poemi erano scritti in versi e venivano recitati
a memoria prima ancora di essere messi per iscritto.
Omero è davvero esistito?
Gli antichi Greci credevano che Omero fosse un poeta cieco,
fosse nato in una città dell’Asia Minore (come Smirne o Chio) e avesse
viaggiato raccontando le sue storie. Per
loro era una persona reale.
Dal Settecento gli studiosi iniziarono a farsi delle
domande:
1)
-È
possibile che una sola persona abbia composto due opere così lunghe e
complesse?
2) -Perché ci sono ripetizioni e differenze di
stile?
Uno studioso importante fu Friedrich August Wolf (1795)
che sostenne che i poemi nacquero da una lunga tradizione orale e furono messi
per iscritto solo più tardi; inoltre pensò che non fossero opera di un unico
autore.
Le principali teorie convergono su tre ipotesi semplici:
1. Omero è esistito davvero: egli era un grande poeta che ha
composto entrambe le opere.
2. Omero non è mai esistito: il nome “Omero” sarebbe un modo
per indicare un gruppo di cantori (aedi).
3. Una via di mezzo (la teoria più accettata oggi): esisteva
un grande poeta che raccolse storie tramandate oralmente, le organizzò in forma
scritta e diede unità ai racconti.
È bene anche sottolineare l’importanza
della tradizione orale: prima della scrittura diffusa, i poemi venivano
imparati a memoria. I cantori usavano formule ripetute (come “Achille piè
veloce”) e le ripetizioni aiutavano a ricordare.
Si evince quindi che la figura di Omero è importante per tre
motivi:
1)
è considerato
il padre della letteratura occidentale;
2)
i suoi poemi hanno influenzato tutta la cultura
europea;
3)
i Greci impararono a leggere proprio sui suoi
versi

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