IL REGNO DEI FRANCHI­ E CARLO MAGNO

 


 

Il Regno dei Franchi

Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente i Franchi avevano costituito un regno lungo le sponde del fiume Reno.

Nel 496 il re Clodoveo, capostipite della dinastia dei MEROVINGI, si era convertito al Cattolicesimo, favorendo la conversione di tutta la popolazione.

Alla morte di Clodoveo, i territori dei Franchi furono divisi tra i suoi quattro figli in quattro regioni:

-        Neustria

-        Austrasia

-        Aquitania

-        Borgogna

 All'interno di questi regni, il potere non era gestito direttamente dai sovrani, in quanto erano molto deboli, ma dai cosiddetti maggiordomi o maestri di palazzo che erano dei guerrieri o proprietari terrieri che vivevano a corte. I re, per la loro debolezza e per l’incapacità a governare, furono chiamati “re fannulloni”.

La dinastia dei Pipinidi ebbe una particolare fortuna perché, verso la fine dell'ottavo secolo, un membro di questa dinastia, PIPINO DI HERISTAL, sottomise i regni di Neustria e Borgogna e iniziò a governarli.

Suo figlio, Carlo Martello, conquistò l'Aquitania e fermò l'avanzata degli Arabi a Poitiers nel 732.

Qualche anno dopo, nel 751, Pipino il Breve, figlio di Carlo Martello, depose l'ultimo re merovingio e si fece incoronare re dei Franchi. Iniziò così una nuova dinastia di sovrani, chiamata Carolingia, dal nome del rappresentante più importante, Carlo Magno.

Pipino il Breve era diventato re in modo illegale e per legittimare il suo potere rinnovò l'alleanza con la chiesa: di conseguenza, il Papa Stefano II lo consacrò re dei Franchi per volere divino. Per contraccambiare, Pipino il Breve venne in Italia e sconfisse i Longobardi che minacciavano i territori papali nell'Italia centrale.  La battaglia si svolse tra il 755 e 756 e vide la vittoria dei Franchi, che consegnarono al Papa la città di Ravenna e altri territori.

Nel 768 Pipino il Breve morì e diventò re dei Franchi il figlio Carlo, passato alla storia con l'appellativo di Magno, cioè grande.

 

Il Sacro Romano Impero di Carlo Magno

 

Appena diventato re, Carlo Magno iniziò una serie di battaglie, in modo particolare contro i Longobardi che minacciavano nuovamente i territori del Papa. Carlo scese in Italia e sconfisse definitivamente il loro re Desiderio; nel 774 assunse il titolo di Re dei Franchi e dei Longobardi.

 Carlo Magno affrontò e sconfisse anche i Mori, ossia gli Arabi che abitavano in Spagna; tuttavia nel 778 di ritorno dalla battaglia, la retroguardia dell'esercito dei franchi fu assalita da un gruppo di montanari Baschi presso il passo di RONCISVALLE; questo episodio in seguito fu raccontato nel poema epico La chanson de Roland.

 La notte di Natale dell'800 d.C, nella Basilica di San Pietro a Roma, Papa Leone III incoronò Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero:

 -Sacro perché Carlo Magno era stato incoronato direttamente dal Papa;

 -Romano perché erede della tradizione imperiale romana.

 Ci furono dei contrasti con i Bizantini che non accettavano che Carlo Magno fosse imperatore dei Romani visto che per loro l'unico imperatore era quello di Costantinopoli.  Questa diatriba si risolse nell'812 con il Trattato di Aquisgrana in cui i Bizantini riconoscevano il potere Imperiale di Carlo Magno e ottenevano in cambio la città di Venezia.

Il Regno di Carlo Magno

Anche Carlo Magno si rese conto che per governare un impero così vasto c’era bisogno di sudditi fedeli e pronti a dare la vita per lui; creò quindi un sistema di vassallaggio cioè un sistema basato su un rapporto di fedeltà tra il VASSALLO (che significa uomo fedele) e l'imperatore. 

Il vassallo giurava fedeltà al sovrano e s’impegnava ad aiutarlo in caso di guerra: in cambio riceveva un BENEFICIO, cioè un grande appezzamento di terra. Questo beneficio non era trasmissibile in eredità ma, alla morte del vassallo, tornava all'imperatore che lo assegnava ad altri sudditi fedeli.  

 

Carlo Magno divise l'impero in CONTEE e MARCHE:

  1.  le contee erano i feudi più vicini al re e quindi più sicuri;
  2.  le marche erano zone di confine, più esposte al pericolo di invasione

 I compiti di conti e marchesi erano:

  1.  amministrare la giustizia;
  2.  riscuotere le tasse;
  3.  aiutare il re in caso di guerra con il loro esercito personale

 

Così come i Longobardi, anche i Franchi avevano dei funzionari, inviati dall'imperatore, che si muovevano all'interno dei territori dell'impero per amministrare la giustizia e controllare che le leggi dell'imperatore venissero rispettare:  nella società dei Longobardi essi si chiamavano gastaldi, nella società dei Franchi prendono il nome di MISSI DOMINICI, ossia inviati dell'imperatore che di solito erano due: un laico e un ecclesiastico.

 

 La dissoluzione dell’Impero carolingio

Nell'814, alla sua morte, Carlo Magno lasciò il regno all'unico figlio ancora in vita, Ludovico il Pio.  Questi, tre anni dopo essere divenuto imperatore, nell'817, emanò una legge, chiamata ORDINATIO IMPERII, che stabiliva che in futuro, solo il primogenito avrebbe ereditato l'impero. 

Quando nell'840, Ludovico Il Pio morì, il figlio primogenito Lotario ebbe l'impero e la corona imperiale, mentre gli altri due fratelli, Ludovico il Germanico e Carlo il Calvo dovettero accontentarsi di piccoli regni.  Nell'842, Ludovico il Germanico e Carlo il Calvo si allearono contro il fratello Lotario, dichiarandogli guerra e sconfiggendolo nella battaglia di Verdun: dopo questa Battaglia, il Sacro Romano Impero fu diviso in tre regni:  il Regno di Francia, il Regno d'Italia e il Regno di Germania . Qualche anno dopo, Carlo III, detto il Grosso, figlio di Ludovico il Germanico, riuscì a unificare di nuovo l'impero per l'ultima volta. 




 

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